post il 3-1-2007 RE: [leandevelopment] Budgeting a Lean Project
Tal,
It seems that you are in a contracting situation, as opposed to developing software for use within your own organization. If I can make that assumption, then I would suggest that lean principles are not particularly viable unless lean contracting is also part of the equation. When you reach organizational barriers and lean organizations run up against non-lean organizations, it is often impossible for the supplier to act in a lean manner.
As an example, many automotive suppliers have adopted lean practices in order to supply Toyota. The lean areas of their plants are much more efficient and cost-effective, but they are usually not able to supply other automobile companies with the lean area of the plant – they have to maintain a non-lean (and less efficient) area of the plant to serve those other customers. Why? Because the Detroit automotive companies still want parts delivered in large batches – they thin the economies of scale are the dominating factor in their business, despite decades of evidence to the contrary.
Similarly, if you have customers that believe that accumulating huge batches of detailed requirements is the most efficient way to contract with suppliers, then you may have to operate in a non-lean way with those customers. When you find customers that want a lean supplier, you can partner with them in a lean way, and as the automotive suppliers found out, deliver better, more cost effective software. However, in general, the choice lies with the customer, not the supplier.
Mary Poppendieck
Pagine
domenica 7 gennaio 2007
venerdì 3 novembre 2006
Costantinopoli 1204 lo scontro di civiltà voluto dall’Occidente
di Silvia Ronchey, La Stampa 30/10/2006
Quando Benedetto XVI nel suo discorso di Ratisbona del 12 settembre ha evocato la frase antislamica di un imperatore bizantino, molti avrebbero potuto credere che l’idea della «cattiveria assoluta» di Maometto fosse diffusa nell’Impero cristiano d’oriente, quello che per otto secoli fu a più stretto contatto con l’Islam. Niente di meno vero. Se vogliamo comprendere la realtà di oggi, il cosiddetto «scontro di civiltà», dobbiamo tenere conto che la guerra santa e la disinvoltura nel convertire con la spada, durante il Medioevo, appartenevano più all’immagine degli occidentali che a quella degli islamici. Anzi, spesso Bisanzio si alleò con l’Islam proprio per difendersi dall’aggressione dei crociati e dal proselitismo confessionale dei papi nei Balcani e nella Mitteleuropa. È in funzione antioccidentale che l’alleanza col grande Saladino, ad esempio, fu inaugurata da un imperatore geniale e carismatico come Andronico Comneno, il protagonista maschile de L’Impero perduto. Vita di Anna di Bisanzio di Paolo Cesaretti (Mondadori, 381 pagg., 19 euro).
Quando Benedetto XVI nel suo discorso di Ratisbona del 12 settembre ha evocato la frase antislamica di un imperatore bizantino, molti avrebbero potuto credere che l’idea della «cattiveria assoluta» di Maometto fosse diffusa nell’Impero cristiano d’oriente, quello che per otto secoli fu a più stretto contatto con l’Islam. Niente di meno vero. Se vogliamo comprendere la realtà di oggi, il cosiddetto «scontro di civiltà», dobbiamo tenere conto che la guerra santa e la disinvoltura nel convertire con la spada, durante il Medioevo, appartenevano più all’immagine degli occidentali che a quella degli islamici. Anzi, spesso Bisanzio si alleò con l’Islam proprio per difendersi dall’aggressione dei crociati e dal proselitismo confessionale dei papi nei Balcani e nella Mitteleuropa. È in funzione antioccidentale che l’alleanza col grande Saladino, ad esempio, fu inaugurata da un imperatore geniale e carismatico come Andronico Comneno, il protagonista maschile de L’Impero perduto. Vita di Anna di Bisanzio di Paolo Cesaretti (Mondadori, 381 pagg., 19 euro).
venerdì 1 settembre 2006
I genitori non sanno più fare i compiti dei figli
CorSera, 24 agosto 2006
Paola Mastrocola, scrittice che insegna lettere in un liceo scientifico di Torino, ha pubblicato un libro da Guanda, "La scuola raccontata al mio cane", sui cambiamenti nella scuola, programmi, terminologia, metodi di esecuzione.
Gli esperti citati, la stessa Mastrocola, lo psichiatra Paolo Crepet, Lella Costa, sono comunque contrari al fatto che i genitori aiutino i figli a fare i compiti: "si creano dipendenze folli e assurde tra genitori e figli, in questa maniera".
Sulla scuola italiana, sembra interessante anche:
Lucio Russo: Segmenti e bastoncini. Dove sta andando la scuola? Feltrinelli 1998
Paola Mastrocola, scrittice che insegna lettere in un liceo scientifico di Torino, ha pubblicato un libro da Guanda, "La scuola raccontata al mio cane", sui cambiamenti nella scuola, programmi, terminologia, metodi di esecuzione.
Gli esperti citati, la stessa Mastrocola, lo psichiatra Paolo Crepet, Lella Costa, sono comunque contrari al fatto che i genitori aiutino i figli a fare i compiti: "si creano dipendenze folli e assurde tra genitori e figli, in questa maniera".
Sulla scuola italiana, sembra interessante anche:
Lucio Russo: Segmenti e bastoncini. Dove sta andando la scuola? Feltrinelli 1998
Solo 18 su mille si laureano in tempo
La Stampa, 23 agosto 2006
Indagine Istat:
il 4% si laurea nei tre anni regolari
l'11,5% abbandona
Nel 2001 poco più di 7 diplomati su 10 hanno concluso gli studi nei tempi previsti, e il 62% ha continuato gli studi andando all'università.
Uno studente iscritto alle superiori, nell'anno scolastico 2001-2002, costava in media alla famiglia 1.173 euro mensili. Uno all'università 2.311 euro.
Indagine Istat:
il 4% si laurea nei tre anni regolari
l'11,5% abbandona
Nel 2001 poco più di 7 diplomati su 10 hanno concluso gli studi nei tempi previsti, e il 62% ha continuato gli studi andando all'università.
Uno studente iscritto alle superiori, nell'anno scolastico 2001-2002, costava in media alla famiglia 1.173 euro mensili. Uno all'università 2.311 euro.
George Steiner
Aricolo su di lui di Giulio Giorello e Nuccio Ordine, CorSera 21 agosto 2006, come letterato coinvolto in tematiche scientifiche. Guardare:
Dopo Babele
La grammatica della creazione
Dopo Babele
La grammatica della creazione
Università, in fila per filosofia. "Così si diventa buoni manager"
Corriere della Sera, cronaca di Milano, 26 agosto 2006
"Consiglia a tutti gli studi filosofici Franco Tatò: 'Ai ragazzi dico: non abbiate il complesso dell'ingegnere. Con la filosofia si sviluppa la capacità di sintesi, si confrontano le situazioni, si imparano le lingue (molti testi non sono tradotti). Sono questi i requisiti di un buon manager. [...] Anche perché le nozioni acquisite diventano presto obsolete, tanto vale imparare un buon metodo di lavoro e avere una testa che funziona.'"
"Consiglia a tutti gli studi filosofici Franco Tatò: 'Ai ragazzi dico: non abbiate il complesso dell'ingegnere. Con la filosofia si sviluppa la capacità di sintesi, si confrontano le situazioni, si imparano le lingue (molti testi non sono tradotti). Sono questi i requisiti di un buon manager. [...] Anche perché le nozioni acquisite diventano presto obsolete, tanto vale imparare un buon metodo di lavoro e avere una testa che funziona.'"
Nagib Mahfuz
Nobel egiziano nel 1988 - morto agosto 2006.
Opere più rilevanti (stando a quanto dicono i necrologi):
La trilogia del Cairo
Il vicolo del mortaio
Il giorno in cui fu ucciso il leader
L'epopea di Harafish
Il rione dei ragazzi (blasfemo secondo i fondamentalisti)
Opere più rilevanti (stando a quanto dicono i necrologi):
La trilogia del Cairo
Il vicolo del mortaio
Il giorno in cui fu ucciso il leader
L'epopea di Harafish
Il rione dei ragazzi (blasfemo secondo i fondamentalisti)
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