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giovedì 30 dicembre 2010

Italia a fine 2010

Un articolo esemplare di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera di ieri.

Nella prima parte descrive la situazione attuale in termini realistici. Ad esempio:

"abbiamo un sistema d'istruzione dal rendimento assai basso; una burocrazia sia centrale che locale pletorica e inefficientissima; una giustizia tardigrada e approssimativa; una delinquenza organizzata che altrove non ha eguali; le nostre grandi città, con le periferie tra le più brutte del mondo, sono largamente invivibili e quasi sempre prive di trasporti urbani moderni (metropolitane); la rete stradale e autostradale è largamente inadeguata e quella ferroviaria, appena ci si allontana dall'Alta velocità, è da Terzo mondo; la rete degli acquedotti è un colabrodo; il nostro paesaggio è sconvolto da frane e alluvioni rovinose ad ogni pioggia intensa, mentre musei, siti archeologici e biblioteche versano in condizioni semplicemente penose. Per finire, tutto ciò che è pubblico, dai concorsi agli appalti, è preda di una corruzione capillare e indomabile. C'è poi la nostra condizione economica: abbiamo contemporaneamente le tasse e l'evasione fiscale fra le più alte d'Europa, mentre gli operai italiani ricevono salari ben più bassi della media dell'area-euro; il nostro sistema pensionistico è fra i più costosi d'Europa malgrado le numerose riforme già fatte e siamo strangolati da un debito pubblico il pagamento dei cui interessi c'impedisce d'intraprendere qualunque politica di sviluppo. Ancora: nessuno dall'estero viene a fare nuovi investimenti in Italia, ma gruppi stranieri mettono gli occhi (e sempre più spesso le mani) su quanto resta di meglio del nostro apparato economico-produttivo; nel frattempo il processo di deindustrializzazione non si arresta e la disoccupazione, specie giovanile, resta assai alta."

Nella seconda parte evita di prendere posizione sulle responsabilità. Mette in un unico calderone chi si oppone a questo stato di cose e chi lo nega, affermando che in Italia le cose vanno meglio che in altri paesi e che bisogna semplicemente essere più ottimisti:

"Chi dovrebbe parlare resta in silenzio. Resta in silenzio il discorso pubblico della società italiana su se stessa, consegnato ad una miseria che diviene ogni giorno meno sopportabile. Ma soprattutto resta in silenzio la politica, divisa tra lo sciropposo ottimismo di Berlusconi, il suo patetico «ghe pensi mi» da un lato, e la vacuità dei suoi oppositori dall'altro. Bersani, La Russa, Bossi, Fini, Bondi, Vendola, Verdini, Di Pietro, Casini, e chi più ne ha più ne metta credono di parlare al Paese con le loro dichiarazioni, le loro interviste, i loro attacchi a questo o a quello, i loro progetti di alleanze, di controalleanze e di governi: non sanno che in realtà se ne stanno guadagnando solo un disprezzo crescente, ne stanno solo accrescendo la distanza dal loro traballante palcoscenico. Sempre più, infatti, la loro produzione quotidiana di parole suona eguale a se stessa: ripetitiva, irreale, ridicola."

Fa anche un unico calderone della stampa italiana, accusata di costituire

"un sistema dell'informazione anch'esso perlopiù perduto dietro la chiacchiera, il «retroscena», il titolo orribilmente confidenziale su «Tonino» o «Gianfri», il mortifero articolo di «costume»."

Ma il "tutto va bene" di Berlusconi e dei suoi non ha la stessa valenza dei tentativi delle opposizioni di affrontare i problemi del paese. Le scelte dei vecchi alleati del centro destra come Casini e Fini di distanziarsi dall'allegro cavalcare il disastro italiano non sono scelte di comodo. Le opposizioni storiche non sono tutte uguali: non si può confrontare la serietà di Bersani con l'arrivismo individualistico e la scarsa onestà intellettuale di Di Pietro.

E non si può mettere insieme Belpietro e De Bortoli, Minzolini e la Gabanelli in un unico fascio. Farlo non è qualunquismo. E' evitare di dire tutta la verità. E chi evita di dire tutta la verità risulta complice.

martedì 21 dicembre 2010

sabato 27 novembre 2010

I rischi dello sviluppo indisciplinato

David L. Parnas: "Risks of Undisciplined Development", in Communications of the ACM, 10/2010.

"Recent experiences reminded me that the activity we (euphemistically) call software engineering does not come close to deserving a place among the traditional engineering disciplines. [...]

Many of us preach about the importance of determining the requirements a software product must satisfy, but we do not show students how to organize their work so they can systematically produce a requirements specification that removes all user-visible choices from the province of the programmer. [...]

We are caught in a catch-22 situation:

* Until customers demand evidence that the designers were qualified and disciplined, they will continue to get sloppy software.
* As long as there is no better software, we will buy sloppy software.
* As long as we buy sloppy software, developers will continue to use undisciplined development methods.
* As long as we fail to demand that developers use disciplined methods, we run the risk—nay, certainty—that we will continue to encounter software full of bugs."

domenica 7 novembre 2010

Non più di dieci

Un pattern sulla composizione dei gruppi di lavoro, formulato anni fa da Linda Rising, che ne parla in un articolo recente su IEEE Software, "The Benefit of Patterns".

venerdì 5 novembre 2010

Watts Humphrey

Pochi giorni fa è morto Watts Humphrey, fondatore del Software Engineering Institute (SEI).

Edsger W. Dijkstra

Dijkstra, grande informatico olandese, morì nel 2002. Solo ora, però, Communications of the ACM ha pubblicato uno stralcio di una sua intervista del 2001, davvero interessante.

L'intervista completa è disponibile gratuitamente sul sito del Charles Babbage Institute.

L'Italia, la corruzione, il mondo

Un articolo su The Economist del 28 ottobre 2010 riporta i dati del Corruption Perception Index di Transparency International, organizzazione internazionale con sede a Berlino.

Da vergogna la mappa, che riporto qui:

lunedì 1 novembre 2010

CMMI 1.3

Il Software Engineering Institute (SEI) ha pubblicato la versione 1.3 dei Capability Maturity Model: CMMI for Development (CMMI-DEV), CMMI for Acquisition (CMMI-ACQ), and CMMI for Services (CMMI-SVC.

Annuncio e pagina per il download.

giovedì 7 ottobre 2010

Uno strumento di validazione per BPMN

BPMN ha le sue regole sintattiche. Di conseguenza, ogni strumento di modellazione BPMN dovrebbe verificare che i diagrammi BPMN prodotti siano validi, in termini di coerenza con le regole sintattiche dello standard.

Molti strumenti lo fanno. Difficilmente in modo completo, non sempre in modo efficace.

Bruce Silver, autore del libro più valido su BPMN, BPMN Method and Style, ha creato e reso disponibile un validatore che controlla, oltre alle regole sintattiche ufficiali, anche le regole di stile descritte nel libro.

Il validatore ha il limite (notevole) di accettare come input solo diagrammi prodotti con gli strumenti itp commerce Process Modeler for Visio e Microsoft Visio Premium 2010.

giovedì 16 settembre 2010

lunedì 30 agosto 2010

UML, Everywhere

In un articolo pubblicato su IEEE Software, September/October 2010, ma accessibile dal suo blog, Diomidis Spinellis elenca le ragioni per cui UML, al di là della sua imperfezione, va usato da tutti coloro che documentano sistemi software.

Value delivery

Fornire valore agli stakeholder (le parti interessate al rilascio di un prodotto) è ciò che si chiede allo sviluppo software.
Ma le specifiche dei requisiti spesso dettagliano solo i dettagli sulle funzionalità, anziché affrontare in modo diretto gli interessi degli stakeholder e chiarire ciò che per gli stakeholder è davvero importante.

"What's Fundamentally Wrong? Improving our Approach Towards Capturing Value in Requirements Specification", un articolo di Tom Gilb con Lindsey Brodie, su Requirements Network (per leggerlo, serve una registrazione gratuita).

domenica 1 agosto 2010

Due tipi di progetto software

Due tipi di progetto software: quelli di base, a cui si chiede semplicemente di tirare fuori un prodotto che funzioni bene, e quelli strategici, che danno un vantaggio competitivo in termini di business.

Tra i due tipi di progetto sono diversi i rischi, le competenze necessarie, il modo di procedere.

Martin Fowler: Utility Vs Strategic Dichotomy.

mercoledì 28 luglio 2010

Ristrutturazione di UML

Un articolo (su Dr Dobb's) di Ivar Jacobson e Steve Cook sulla ristrutturazione in corso della specifica di UML e sugli sviluppi futuri della notazione.

martedì 29 giugno 2010

10 regole per prodotti di successo

Video di un intervento di Donald Norman alla conferenza Better Software 2009.

Norman è uno tra i massimi esperti di usabilità, famoso soprattutto per il libro "The Design of Everyday Things", tradotto e pubblicato da Giunti con il triste titolo all'italiana "La caffettiera del masochista. Psicopatologia degli oggetti quotidiani".

Tecno austerità

"Meno è meglio".

"I tecnologi si stanno risvegliando ai vantaggi del minimalismo, per due motivi: il fastidio per l'eccessivo numero di funzionalità dei prodotti da parte dei clienti che vogliono solo che le cose funzionino, e una forte richiesta da parte di clienti meno ricchi provenienti dai paesi in via di sviluppo."

The Economist, 12 giugno 2010.

sabato 19 giugno 2010

Nuove versioni di UML e SysML

Revisioni minori, nulla di sostanziale.

UML 2.3 (maggio 2010)
Superstructure Specification - pdf, con barre di cambiamento: formal/2010-05-06

SysML 1.2 (giugno 2010) - pdf, con barre di cambiamento: formal/10-06-02

lunedì 14 giugno 2010

Ostacoli all'agilità

Articolo breve e succoso di Johanna Rothman: "Barriers to Agility". Argomenti:
  • Scegliere il giusto progetto pilota
  • Scegliere il gruppo giusto per il progetto pilota
"Se non avete la possibilità di creare un piccolo gruppo di lavoro multifunzionale, che lavori su un unico progetto, non avete l'ambiente organizzativo giusto per iniziare a operare in modo agile."

L'articolo è apparso su PragPub, una rivista online mensile pubblicata dai Pragmatic Programmers.

mercoledì 26 maggio 2010

Tecnica: atto tradizionale efficace

"J'appelle technique un acte traditionnel efficace (et vous voyez qu'en ceci il n'est pas différent de l'acte magique, religieux, symbolique). Il faut qu'il soit traditionnel et efficace. Il n'y a pas de technique et pas de transmission, s'il n'y a pas de tradition. C'est en quoi l'homme se distingue avant tout des animaux: par la transmission de ses techniques et très probablement par leur transmission orale."

Marcel Mauss: "Les techniques du corps", 1934

Arrivo a Mauss , sociologo noto soprattutto per i suoi studi sul significato del dono, tramite un articolo di Edoardo Sanguineti, uscito sul Corriere della Sera lo stesso giorno in cui il poeta e critico è morto durante un'operazione in un ospedale di Genova.

Una poesia di Yeats

W.B. Yeats - "He Wishes For the Cloths of Heaven"

HAD I the heavens’ embroidered cloths,
Enwrought with golden and silver light,
The blue and the dim and the dark cloths
Of night and light and the half light,
I would spread the cloths under your feet:
But I, being poor, have only my dreams;
I have spread my dreams under your feet;
Tread softly because you tread on my dreams.

W.B. Yeats (1865–1939)

Ho incontrato questa poesia seguendo un
nuovo intervento di Ken Robinson, esperto inglese di formazione, su TED.
Per chi non conoscesse Robinson, può essere utile seguire l'intervento precedente, con sottotitoli in italiano.

Giochi per la formazione IT

Il mio interesse per il software è scaturito, trent'anni fa, quando mi è stato presentato un problema da risolvere con un flow chart, e mi ha appassionato come i giochi della Settimana Enigmistica.

L'uso dei giochi per la formazione sta forse crescendo: "Puzzle-Based learning for Engineering and Computer Science", su IEEE Computer, April 2010. (In inglese, i puzzle non sono solo i giochi in cui si incastrano le tesserine, ma anche tutti i giochi logici, linguistici, enigmistici, matematici.)

martedì 25 maggio 2010

Architettura e agile

Un numero di IEEE Software, March/April 2010, con articoli incentrati sul rapporto tra "agilità" e architettura.

Rilevante un testo di Roland Faber, "Architect as Service Providers", secondo cui gli architetti software devono assumere la responsabilità di soddisfare i requisiti non funzionali, mentre ai progettisti / sviluppatori compete quella di soddisfare i requisiti funzionali.

giovedì 13 maggio 2010

Babok online

Babok sta per Business Analysis Book of Knowledge, una guida alle attività di analisi prodotta da un organismo chiamato IIBA (International Institute of Business Analysis).

Il Babok è acquistabile come libro, ma può anche essere letto online gratuitamente su Google Books.

lunedì 19 aprile 2010

Semat

Semat è un'iniziativa di rifondazione dell'ingegneria del software, avviata nel novembre 2009.

Proposta da Ivar Jacobson, Bertrand Meyer e Richard Soley (OMG), ha un sito web dove è possibile consultare obiettivi, documenti prodotti e stato dei lavori.

Interessanti i "position papers" pubblicati da alcuni tra gli aderenti.

Interessante la critica di Alistair Cockburn, che si è ritirato dall'iniziativa dopo il primo meeting di lavoro.

giovedì 15 aprile 2010

Database NoSQL

Per chi deve gestire grandi quantità di dati non strutturati i DBMS relazionali non sono l'unica soluzione possibile.
Database non relazionali, come Dynamo di Amazon e BigTable di Google sono stati il punto di partenza per una serie di altri prodotti, ora raggruppati sotto la sigla NoSQL.

Vantaggi e svantaggi dei DBMS NoSQL sono trattati in un articolo di Neal Leavitt su IEEE Computer di febbraio 2010.

Testing SOA

Il Software Engineering Institute (SEI) ha pubblicato un report sul testing in architetture Service Oriented (SOA).

Il report comprende 65 raccomandazioni per affrontare i problemi specifici delle architetture SOA.

Chaos Report 2009

Il Chaos Report è una fonte informativa molto citata sulle percentuali di successo dei progetti di sviluppo software. Ha una copertura di migliaia di progetti internazionali, in vari settori merceologici.

L'edizione 2009, pubblicata come sempre da Standish Group, indica un significativo peggioramento rispetto ai report precedenti.

32% di successo (progetti completati nei tempi e nei costi previsti, con le funzioni previste).
44% di successo o insuccesso parziale (progetti in ritardo, costi extra, meno funzioni di quanto richiesto).
24% di fallimento (progetti cancellati o che hanno prodotto sistemi mai usati).

"I risultati di quest'anno rappresentano il più alto tasso di fallimento nell'ultimo decennio", secondo lo Standish Group.

giovedì 8 aprile 2010

Eccezioni nella TV italiana

Non tutta la TV italiana fa schifo. Report è eccellente.

Ma esistono anche altri casi eccezionali, anche se le eccezioni, quello che varrebbe la pena vedere, viene di solito mandato in onda in orari improbabili e improponibili per chi lavora.
Ad esempio, alle 12,25 del venerdì, una rubrica di notizie economiche veloci che si chiama Cifre in chiaro.

sabato 13 marzo 2010

Abreu: El Sistema

Jose Antonio Abreu, ideatore di El Sistema, un meccanismo di educazione musicale per i bambini e i giovani del Venezuela.

Su TED (Technology, Entertainment, Design):
http://www.ted.com/talks/jose_abreu_on_kids_transformed_by_music.html

Un riferimento ad una iniziativa di Claudio Abbado, per El Sistema in Italia.

venerdì 12 marzo 2010

Video: Come si usa UML

Ho pubblicato una serie di 5 filmati video su
Come si usa UML

Prima parte: Cos'è UML (2 video):





Seconda parte: UML in pratica (3 video):








Metodi formali di sviluppo software

Perché i metodi formali di sviluppo software, sovente amati nel mondo accademico, non hanno avuto successo nel mondo reale?

Il motivo non è una presunta scarsa professionalità degli sviluppatori, ma il fatto che i metodi formali non sono adeguati per l'uso in ambiti operativi:
"Reports that formal methods are ready for industrial use must be taken with a grain of salt; if they were ready, their use would be widespread."

E il motivo non è neppure una presunta mancanza di fondi per la ricerca:
"More money is not the answer. [...] Research in formal methods for software development has been very well funded. More money won't help; more thinking will."

Sono affermazioni di David Parnas, uno tra i più autorevoli teorici del mondo del software.

David Lodge Parnas: "Really Rethinking 'Formal Methods'", in IEEE Computer, January 2010.

Scrivere in modo chiaro: pubblica amministrazione USA

Un sito del governo USA dedicato alla comunicazione nei confronti dei cittadini: http://www.plainlanguage.gov/

In particolare, il documento (pdf) che fornisce le linee guida è un ottimo esempio di comunicazione efficace: http://www.plainlanguage.gov/howto/guidelines/bigdoc/fullbigdoc.pdf

venerdì 29 gennaio 2010

Chi fa testing

da Joel on Software:

"Who should be a tester? That’s tricky! Software testing is one of those careers that isn’t that well known, so a lot of people who would be great at testing and would probably enjoy it a lot never consider applying for jobs as testers.

Signs of a good tester:

  • Scientific
  • Loves a good puzzle, even the kind that takes days to solve
  • Likes to think about things methodically
  • Generally likes working with software and computers
[...] Since testing can be taught on the job, but general intelligence can’t, you really need very smart people as testers, even if they don’t have relevant experience. Many of the best testers I’ve worked with didn’t even realize they wanted to be testers until someone offered them the job."

giovedì 21 gennaio 2010

A fine 2010, CMMI versione 1.3

Sono previste per fine anno le nuove versioni dei modelli CMMI for Development (CMMI-DEV), CMMI for Acquisition (CMMI-ACQ), CMMI for Services (CMMI-SVC).

Un articolo su Crosstalk (The Journal of Defense Software Engineering) presenta le caratteristiche delle nuove versioni.

Automation Paradox

"when a Metro subway train rammed into another train in Washington, D.C. last June, designers had to confront the unpleasant reality that automation may have been the cause.
The accident, which killed nine people and injured 80, may have been rooted in a computer malfunction and the operator’s inability to manually apply the brakes quickly enough.
The Metro train accident lies at the heart of what human factors experts refer to as the “automation paradox.” As automated systems become increasingly reliable and efficient, the more likely it is that human operators will mentally “switch off” and rely upon the automated system. And as the automated system becomes more complex, the odds of an accident or mishap may
diminish, but the severity of a failure is often amplified."

"Making Automation Work", di Samuel Greengard, in Communications of the ACM, dicembre 2009

Insegnamento online

The Inevitability of Teaching Online, di Gregory W. Hislop in IEEE Computer, dicembre 2009.

Conclusione:
"Faculty members who are not near retirement must come to terms with this seismic shift in higher education or risk being left behind. This is not to suggest
that traditional, face-to-face teaching will fade away. But it seems clear that online teaching will be a growing proportion of teaching overall, both in the form of completely online courses and blended courses with significantly reduced face-to-face interaction. To stay ahead of the wave, all instructors and institutions need to begin serious efforts in online learning today."