Pagine

Visualizzazione post con etichetta società. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta società. Mostra tutti i post

giovedì 11 novembre 2021

Facebook, Meta, Marvin Gaye

La decisione di Facebook di integrare ulteriormente le realtà virtuali con la nostra esperienza quotidiana mi ha fatto ricordare una canzone di Marvin Gaye e Tammi Terrell.

Qui il video (1968)

E qui il testo con traduzione:

https://testi-canzoni.com/canzone/mostrare/989346/marvin-gaye/testo-e-traduzione-aint-nothing-like-the-real-thing/

giovedì 15 agosto 2013

Un sito per daltonici (e amici dei daltonici)

http://www.vischeck.com/

Purtroppo è solo in inglese, ma forse può essere utile. Fa vedere (ai non daltonici) come un daltonico vede un'immagine colorata, e permette (ai daltonici) di modificare i colori di un'immagine per distinguerli meglio.

Un altro sito che potrebbe forse essere utile è questo: http://colorbrewer2.org/js/ . E' un sito per chi deve realizzare mappe, ma fa vedere le combinazioni di colori comprensibili per i daltonici (colorblind safe).

lunedì 8 aprile 2013

Tutta questione di esercizio

Il talento non è un dono, ma una conquista. Si conquista con il lavoro, con l' esercizio.
Sarà un caso se questi testi non vengono tradotti e pubblicati in Italia?


giovedì 3 maggio 2012

mercoledì 15 febbraio 2012

La danza di Computing e Humanity

"Computing and humanity are engaged in a dance that is bringing about the coevolution of both. I may choose to not buy a smartphone because I'm worried about how easily I can be tracked, but in so doing, I give something up in my participation in various aspects of contemporary society."
(Grady Booch, IEEE Software, Sep/Oct 2011)

venerdì 16 settembre 2011

Il mio gnomo interno

In molti ambienti virtuali ci si sceglie un avatar che ci rappresenti. L'aspetto fisico dell'avatar condiziona il nostro modo di relazionarci con il mondo virtuale, proprio come accade nel mondo fisico reale.

"In the real world, more attractive people tend to dominate social interactions in certain ways: they move closer to the people they are interacting with and are more open about sharing personal information about themselves. [...]
in a pilot study the researchers created an immersive 3D environment that users could navigate with goggles and motion-sensitive headsets and ran a lab experiment in which participants interacted with a confederate in the virtual environment. Each participant was randomly assigned an avatar of high, medium, or low attractiveness, while the confederate's avatar was always of medium attractiveness. The researchers didn't tell the participants the purpose of the study and recorded everything that occurred during the interactions.
To prevent the experimental manipulation from impacting the confederate's behavior, the system was designed to reveal different views of the participant's avatar to the participant and to the confederate. Thus a participant might see himself or herself in a virtual mirror as very attractive, but the confederate saw every participant as having a generic human face. [...}
The striking result of the pilot study was that participants assigned more attractive avatars did indeed behave more intimately when interacting. Compared to participants with less attractive avatars, they moved closer to the confederate's avatar when asked to do so and revealed more information when prompted to introduce themselves during a conversation."
Expressing My Inner Gnome: Appearance and Behavior in Virtual Worlds, di Shyong K. Lam e John Riedl, in IEEE Computer, July 2011

mercoledì 3 agosto 2011

Donne, aratro e zappa

Nelle regioni in cui in passato si usava l'aratro, oggi le donne partecipano meno alle attività sociali e lavorative esterne alla famiglia. Al contrario, dove si usava prevalentemente la zappa, il ruolo sociale delle donne è oggi più riconosciuto.

Un articolo di The Economist, 21 luglio 2011: The Plough and the Now.

giovedì 30 dicembre 2010

Italia a fine 2010

Un articolo esemplare di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera di ieri.

Nella prima parte descrive la situazione attuale in termini realistici. Ad esempio:

"abbiamo un sistema d'istruzione dal rendimento assai basso; una burocrazia sia centrale che locale pletorica e inefficientissima; una giustizia tardigrada e approssimativa; una delinquenza organizzata che altrove non ha eguali; le nostre grandi città, con le periferie tra le più brutte del mondo, sono largamente invivibili e quasi sempre prive di trasporti urbani moderni (metropolitane); la rete stradale e autostradale è largamente inadeguata e quella ferroviaria, appena ci si allontana dall'Alta velocità, è da Terzo mondo; la rete degli acquedotti è un colabrodo; il nostro paesaggio è sconvolto da frane e alluvioni rovinose ad ogni pioggia intensa, mentre musei, siti archeologici e biblioteche versano in condizioni semplicemente penose. Per finire, tutto ciò che è pubblico, dai concorsi agli appalti, è preda di una corruzione capillare e indomabile. C'è poi la nostra condizione economica: abbiamo contemporaneamente le tasse e l'evasione fiscale fra le più alte d'Europa, mentre gli operai italiani ricevono salari ben più bassi della media dell'area-euro; il nostro sistema pensionistico è fra i più costosi d'Europa malgrado le numerose riforme già fatte e siamo strangolati da un debito pubblico il pagamento dei cui interessi c'impedisce d'intraprendere qualunque politica di sviluppo. Ancora: nessuno dall'estero viene a fare nuovi investimenti in Italia, ma gruppi stranieri mettono gli occhi (e sempre più spesso le mani) su quanto resta di meglio del nostro apparato economico-produttivo; nel frattempo il processo di deindustrializzazione non si arresta e la disoccupazione, specie giovanile, resta assai alta."

Nella seconda parte evita di prendere posizione sulle responsabilità. Mette in un unico calderone chi si oppone a questo stato di cose e chi lo nega, affermando che in Italia le cose vanno meglio che in altri paesi e che bisogna semplicemente essere più ottimisti:

"Chi dovrebbe parlare resta in silenzio. Resta in silenzio il discorso pubblico della società italiana su se stessa, consegnato ad una miseria che diviene ogni giorno meno sopportabile. Ma soprattutto resta in silenzio la politica, divisa tra lo sciropposo ottimismo di Berlusconi, il suo patetico «ghe pensi mi» da un lato, e la vacuità dei suoi oppositori dall'altro. Bersani, La Russa, Bossi, Fini, Bondi, Vendola, Verdini, Di Pietro, Casini, e chi più ne ha più ne metta credono di parlare al Paese con le loro dichiarazioni, le loro interviste, i loro attacchi a questo o a quello, i loro progetti di alleanze, di controalleanze e di governi: non sanno che in realtà se ne stanno guadagnando solo un disprezzo crescente, ne stanno solo accrescendo la distanza dal loro traballante palcoscenico. Sempre più, infatti, la loro produzione quotidiana di parole suona eguale a se stessa: ripetitiva, irreale, ridicola."

Fa anche un unico calderone della stampa italiana, accusata di costituire

"un sistema dell'informazione anch'esso perlopiù perduto dietro la chiacchiera, il «retroscena», il titolo orribilmente confidenziale su «Tonino» o «Gianfri», il mortifero articolo di «costume»."

Ma il "tutto va bene" di Berlusconi e dei suoi non ha la stessa valenza dei tentativi delle opposizioni di affrontare i problemi del paese. Le scelte dei vecchi alleati del centro destra come Casini e Fini di distanziarsi dall'allegro cavalcare il disastro italiano non sono scelte di comodo. Le opposizioni storiche non sono tutte uguali: non si può confrontare la serietà di Bersani con l'arrivismo individualistico e la scarsa onestà intellettuale di Di Pietro.

E non si può mettere insieme Belpietro e De Bortoli, Minzolini e la Gabanelli in un unico fascio. Farlo non è qualunquismo. E' evitare di dire tutta la verità. E chi evita di dire tutta la verità risulta complice.

mercoledì 26 maggio 2010

Tecnica: atto tradizionale efficace

"J'appelle technique un acte traditionnel efficace (et vous voyez qu'en ceci il n'est pas différent de l'acte magique, religieux, symbolique). Il faut qu'il soit traditionnel et efficace. Il n'y a pas de technique et pas de transmission, s'il n'y a pas de tradition. C'est en quoi l'homme se distingue avant tout des animaux: par la transmission de ses techniques et très probablement par leur transmission orale."

Marcel Mauss: "Les techniques du corps", 1934

Arrivo a Mauss , sociologo noto soprattutto per i suoi studi sul significato del dono, tramite un articolo di Edoardo Sanguineti, uscito sul Corriere della Sera lo stesso giorno in cui il poeta e critico è morto durante un'operazione in un ospedale di Genova.

sabato 13 marzo 2010

Abreu: El Sistema

Jose Antonio Abreu, ideatore di El Sistema, un meccanismo di educazione musicale per i bambini e i giovani del Venezuela.

Su TED (Technology, Entertainment, Design):
http://www.ted.com/talks/jose_abreu_on_kids_transformed_by_music.html

Un riferimento ad una iniziativa di Claudio Abbado, per El Sistema in Italia.

mercoledì 9 dicembre 2009

Un mondo di hit

The Economist, November 28th 2009: A world of hits

" “Both the hits and the tail are doing well,” says Jeff Bewkes, the head of Time Warner, an American media giant. Audiences are at once fragmenting into niches and consolidating around blockbusters. Of course, media consumption has not risen much over the years, so something must be losing out. That something is the almost but not quite popular content that occupies the middle ground between blockbusters and niches. The stuff that people used to watch or listen to largely because there was little else on is increasingly being ignored. [...].

Perhaps the best explanation of why this might be so was offered in 1963. In “Formal Theories of Mass Behaviour”, William McPhee noted that a disproportionate share of the audience for a hit was made up of people who consumed few products of that type. (Many other studies have since reached the same conclusion.) A lot of the people who read a bestselling novel, for example, do not read much other fiction. By contrast, the audience for an obscure novel is largely composed of people who read a lot. That means the least popular books are judged by people who have the highest standards, while the most popular are judged by people who literally do not know any better. An American who read just one book this year was disproportionately likely to have read “The Lost Symbol”, by Dan Brown. He almost certainly liked it."

lunedì 23 novembre 2009

Spam: quanti ci cascano

Non è semplice sapere quanti cadono vittima dello spam. Gli spammer non lo dicono, ma se continuano a mandare messaggi non richiesti evidentemente lo spam funziona.
Un esperimento di simulazione di spamming, finanziato dal governo USA, ha fornito per la prima volta alcune risposte statisticamente significative.

venerdì 25 settembre 2009

One Laptop Per Child, un bicchiere mezzo ...

L'iniziativa One Laptop Per Child (OLPC), lanciata nel 2005, mirava a fornire entro due anni 150 milioni di PC a basso costo ai bambini del terzo mondo.

I risultati effettivi sono stati molto inferiori, per due motivi principali:
Si è sottostimato quanto sia importante la conoscenza delle diverse realtà sociali e politiche di ogni singolo paese per l'effettiva diffusione degli strumenti tecnologici. I governi non sono tutti uguali, e vanno tenuti in considerazione il punto di vista delle associazioni di insegnanti, dei sindacati, ecc.
L'industria IT si è sentita minacciata dalla promessa di PC a basso prezzo (inferiori a 100 dollari, era l'obiettivo) al di fuori del propro controllo, e ha reagito con proposte alternative come il Classmate di Intel, e la nuova categoria dei Netbook.

"So rather than distributing millions of laptops to poor children itself, OLPC has motivated the PC industry to develop lower-cost, education-oriented PCs, providing developing countries with low-cost computing options directly in competition with OLPC's own innovation. In that sense, OLPC's apparent failure may be a step toward broader success in providing a new tool for children in developing countries. However, it is also clear that the PC industry cannot profitably reach millions of the poorest children, so the OLPC objectives might never be achieved through the commercial market alone."

L'analisi sullo stato dell'iniziativa OLPC è stata pubblicata da Kennet Kramer, Jason Dedrick e Prakul Sharma in Communications of the ACM, 06/2009.

venerdì 10 luglio 2009

Software per il sociale

Negli Usa, da anni, la computer science ha perso attrattiva per i giovani come oggetto di studio universitario. Per renderla più attraente, sostiene Michael Buckley, professore a Buffalo, è necessario che i problemi informatici trattati durante la formazione universitaria (casi studio, esercizi) contribuiscano a risolvere problemi sociali.

Michael Buckley: Computing as Social Science, Communication of the ACM, April 2009.

venerdì 22 maggio 2009

TED in italiano

TED (Technology Entertainment Design) è un ciclo di conferenze internazionali molto interessante.

La durata massima di ogni conferenza è di 20 minuti, e i relatori ed i temi affrontati sono eccellenti.

Ora alcune delle conferenze sono state sottotitolate in italiano, e vale la pena godersele.

mercoledì 4 febbraio 2009

Comunità di contenuti

Un articolo di Wojciech Cellary, universitario di Poznan, "Content Communities on the Internet", confronta le comunità territoriali (le relazioni che si stabiliscono nel luogo in cui si risiede) con le comunità che si formano su internet in merito ad uno specifico argomento (ad esempio gli appassionati della Fiat 500, o le persone interessate agli standard ISO9000).

L'analisi comparativa fa emergere alcuni aspetti interessanti, tra cui:
  • nelle comunità di contenuti, il fatto che le relazioni si stabiliscano su un unico argomento porta naturalmente ad una radicalizzazione delle posizioni
  • affinché la comunità di contenuti si sviluppi in modo positivo, la partecipazione non deve essere anonima.
L'articolo è apparso su IEEE Computer, November 2008.

martedì 6 gennaio 2009

Fare attenzione, sempre più difficile

Email, SMS, Facebook, ... se non si è disciplinati, gli stimoli che ci distraggono ci possono risucchiare.

La capacità di lavorare, di progredire, di ottenere risultati si basa sulla concentrazione, sul prestare attenzione. Ma ogni fonte informativa ed ogni canale di comunicazione si ripromettono di ottenere, sia pure per poco, la nostra attenzione. Di distrarci dal nostro focus.

Questo articolo di Mike Elgan lo spiega bene. Sei ore di lavoro concentrato ottengono ben di più di dodici ore di lavoro inframmezzato da email, telefonate, sms, navigazioni web, ecc.

sabato 29 novembre 2008

Tecnologie digitali e disintegrazione sociale

The Dea[r]th of Human Understanding. La penuria (la morte) della comprensione umana. Un articolo di Neville Holmes su IEEE Computer, ottobre 2008.

Holmes cita Nicholas Carr (Is Google Making Us Stupid?), ma espande la sua analisi sul ruolo e sugli effetti dei videogiochi. Pessimista, e convincente.