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venerdì 16 settembre 2011

Il mio gnomo interno

In molti ambienti virtuali ci si sceglie un avatar che ci rappresenti. L'aspetto fisico dell'avatar condiziona il nostro modo di relazionarci con il mondo virtuale, proprio come accade nel mondo fisico reale.

"In the real world, more attractive people tend to dominate social interactions in certain ways: they move closer to the people they are interacting with and are more open about sharing personal information about themselves. [...]
in a pilot study the researchers created an immersive 3D environment that users could navigate with goggles and motion-sensitive headsets and ran a lab experiment in which participants interacted with a confederate in the virtual environment. Each participant was randomly assigned an avatar of high, medium, or low attractiveness, while the confederate's avatar was always of medium attractiveness. The researchers didn't tell the participants the purpose of the study and recorded everything that occurred during the interactions.
To prevent the experimental manipulation from impacting the confederate's behavior, the system was designed to reveal different views of the participant's avatar to the participant and to the confederate. Thus a participant might see himself or herself in a virtual mirror as very attractive, but the confederate saw every participant as having a generic human face. [...}
The striking result of the pilot study was that participants assigned more attractive avatars did indeed behave more intimately when interacting. Compared to participants with less attractive avatars, they moved closer to the confederate's avatar when asked to do so and revealed more information when prompted to introduce themselves during a conversation."
Expressing My Inner Gnome: Appearance and Behavior in Virtual Worlds, di Shyong K. Lam e John Riedl, in IEEE Computer, July 2011

lunedì 8 agosto 2011

Vivere, di Agota Kristof

Nascere

Piangere poppare bere mangiare dormire

Aver paura

Amare

Giocare camminare parlare crescere ridere

Amare

Imparare a scrivere leggere contare

Lottare mentire rubare uccidere

Amare

Pentirsi odiare scappare tornare

Ballare cantare sperare

Amare

Alzarsi coricarsi lavorare produrre

Innaffiare piantare mietere cucinare lavare

Stirare pulire partorire

Amare

Allevare educare curare punire baciare

Perdonare guarire angosciarsi attendere

Amare

Separarsi soffrire viaggiare dimenticare

Raggrinzire svuotarsi stancarsi

Morire

(Agota Kristof, scrittrice ungherese morta nel 2011 - la poesia è stata tradotta in italiano da Erica Durante, pubblicata sulla rivista della Svizzera italiana "Viceversa" nel 2008, citata da Goffredo Fofi sul Sole24ore 31/7/2011 - l'ho riportata da questo blog)

mercoledì 3 agosto 2011

Donne, aratro e zappa

Nelle regioni in cui in passato si usava l'aratro, oggi le donne partecipano meno alle attività sociali e lavorative esterne alla famiglia. Al contrario, dove si usava prevalentemente la zappa, il ruolo sociale delle donne è oggi più riconosciuto.

Un articolo di The Economist, 21 luglio 2011: The Plough and the Now.

martedì 29 marzo 2011

Aemulatio versus invidia

Tommaso d'Aquino: Aemulatio (zelo) e invidia.

Aemulatio (zelo):"quando uno si rattrista per il fatto che non possiede quei beni che possiede il prossimo."

Invidia: "quando uno si rattrista per il fatto che il prossimo possiede dei beni, che egli non ha."

Tratto da Marco Revelli: "Poveri, noi", Einaudi 2010, p. 115.

giovedì 24 marzo 2011

Prima donna

In un articolo sulle aziende familiari italiane, su The Economist del 12 marzo 2011, si parla della difficoltà di introdurre in azienda manager competenti di provenienza esterna.

"The failure of many family bosses to play a team game - perhaps not surprising in a country where prima donna is a compliment, not an insult - can make things impossible for outside managers".

mercoledì 16 febbraio 2011

Come scrivere su un libro

Di Mortimer Adler (1902-2001), lo studioso che pubblicò l'elenco dei grandi libri, un'altra piccola perla: "How to Mark a Book" (1940).

L'inizio del saggio:
"You know you have to read "between the lines" to get the
most out of anything. I want to persuade you to do something
equally important in the course of your reading. I want to persuade
you to "write between the lines." Unless you do, you are not likely to
do the most efficient kind of reading.

I contend, quite bluntly, that marking up a book is not an act
of mutilation but of love.

You shouldn't mark up a book which isn't yours. Librarians
(or your friends) who lend you books expect you to keep them clean,
and you should. If you decide that I am right about the usefulness of
marking books, you will have to buy them. Most of the world's great
books are available today, in reprint editions, at less than a dollar.

There are two ways in which one can own a book. The first is
the property right you establish by paying for it, just as you pay for
clothes and furniture. But this act of purchase is only the prelude to
possession. Full ownership comes only when you have made it a part
of yourself, and the best way to make yourself a part of it is by
writing in it. An illustration may make the point clear. You buy a
beefsteak and transfer it from the butcher's icebox to your own. But
you do not own the beefsteak in the most important sense until you
consume it and get it into your bloodstream. I am arguing that books,
too, must be absorbed in your bloodstream to do you any good."

martedì 8 febbraio 2011

domenica 2 gennaio 2011

Out of doom: una prospettiva ideologica

Tracciata da Mario Monti, fondata sul liberalismo come antidoto agli illusionismi del marxismo italico e di Berlusconi. E al qualunquismo.

Quasi ovvio, è la prospettiva seguita in tutti i paesi che funzionano. Da vedere se si possa trattare di una prospettiva concreta anche in Italia.

sabato 1 gennaio 2011

Come al Sud negli anni '60

L'Italia nel suo complesso mi sembra essere nella medesima situazione del Sud Italia negli anni '60 del Novecento.

Arretratezza educativa e culturale, stagnazione economica, evasione fiscale sistematica, nessuna prospettiva di lavoro non legata a conoscenze personali, criminalità organizzata intrecciata ovunque, senso di responsabilità collettivo ed individuale assente, politica clientelare e pecoreccia, sistema dell'informazione drogato.

Dal Sud, negli anni '60, la prospettiva primaria per chi non fosse intrallazzato con i poteri leciti e illeciti era emigrare. Credo sia una prospettiva sempre più attuale anche adesso, ma anche al Centro-Nord.

La politica italiana, dagli anni '70 in poi, ha raggiunto il risultato di un'effettiva unificazione del Paese. Al livello più basso possibile.