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venerdì 1 settembre 2006

I genitori non sanno più fare i compiti dei figli

CorSera, 24 agosto 2006
Paola Mastrocola, scrittice che insegna lettere in un liceo scientifico di Torino, ha pubblicato un libro da Guanda, "La scuola raccontata al mio cane", sui cambiamenti nella scuola, programmi, terminologia, metodi di esecuzione.
Gli esperti citati, la stessa Mastrocola, lo psichiatra Paolo Crepet, Lella Costa, sono comunque contrari al fatto che i genitori aiutino i figli a fare i compiti: "si creano dipendenze folli e assurde tra genitori e figli, in questa maniera".

Sulla scuola italiana, sembra interessante anche:
Lucio Russo: Segmenti e bastoncini. Dove sta andando la scuola? Feltrinelli 1998

Solo 18 su mille si laureano in tempo

La Stampa, 23 agosto 2006
Indagine Istat:
il 4% si laurea nei tre anni regolari
l'11,5% abbandona
Nel 2001 poco più di 7 diplomati su 10 hanno concluso gli studi nei tempi previsti, e il 62% ha continuato gli studi andando all'università.
Uno studente iscritto alle superiori, nell'anno scolastico 2001-2002, costava in media alla famiglia 1.173 euro mensili. Uno all'università 2.311 euro.

George Steiner

Aricolo su di lui di Giulio Giorello e Nuccio Ordine, CorSera 21 agosto 2006, come letterato coinvolto in tematiche scientifiche. Guardare:
Dopo Babele
La grammatica della creazione

Università, in fila per filosofia. "Così si diventa buoni manager"

Corriere della Sera, cronaca di Milano, 26 agosto 2006

"Consiglia a tutti gli studi filosofici Franco Tatò:
'Ai ragazzi dico: non abbiate il complesso dell'ingegnere. Con la filosofia si sviluppa la capacità di sintesi, si confrontano le situazioni, si imparano le lingue (molti testi non sono tradotti). Sono questi i requisiti di un buon manager. [...] Anche perché le nozioni acquisite diventano presto obsolete, tanto vale imparare un buon metodo di lavoro e avere una testa che funziona.'
"

Nagib Mahfuz

Nobel egiziano nel 1988 - morto agosto 2006.
Opere più rilevanti (stando a quanto dicono i necrologi):
La trilogia del Cairo
Il vicolo del mortaio
Il giorno in cui fu ucciso il leader
L'epopea di Harafish
Il rione dei ragazzi (blasfemo secondo i fondamentalisti)

martedì 15 agosto 2006

Snow e la globalizzazione

Charles P. Snow: "Le due culture", Marsilio, 2005, p. 54:

"La tecnologia è piuttosto facile. O più esattamente, la tecnologia è quella branca dell'esperienza umana che la gente può imparare con risultati prevedibili. Per molto tempo, l'Occidente si fece un giudizio errato di ciò, e fu un gran male. [...].
In un modo o nell'altro, abbiamo fatto credere a noi stessi che l'intera tecnologia fosse un'arte più o meno incomunicabile. E' vero che partiamo con un certo vantaggio. Non tanto per la tradizione, penso, quanto piuttosto perché tutti i nostri ragazzi giocano con giocattoli meccanici. Essi afferrano alcuni elementi della scienza applicata prima ancora di essere in grado di leggere. [...].
La cosa curiosa è che nulla di tutto ciò sembra essere molto importante. Per il compito di realizzare l'industrializzazione totale di un grande paese, come la Cina oggi, ci vuole soltanto la volontà di preparare un numero sufficiente di scienziati, di ingegneri e di tecnici. Volontà, e soltanto pochi anni. Non vi sono prove che una nazione o una razza sia più brava delle altre nel dare un insegnamento scientifico: molte cose provano invece che si rassomigliano tutte. La tradizione e l'ambiente tecnico, a quanto pare, contano straordinariamente poco. [...].
Non si scappa. E' tecnicamente possibile realizzare la rivoluzione scientifica in India, in Africa, nell'Asia sud-orientale, nell'America Latina, nel Medio Oriente, entro cinquant'anni. Non vi sono attenuanti per l'uomo occidentale se non vuole rendersene conto, e se non si rende conto che questa è l'unica via per sfuggire alle tre minacce che incombono sul nostro cammino: la guerra nucleare, il sovrappopolamento, le distanze tra ricchi e poveri. Questa è una delle situazioni nelle quali il crimine peggiore è l'ingenuità.
Dal momento che le distanze tra ricchi e poveri possono essere superate, lo saranno.".

Enunciate in una conferenza a Cambridge nel 1959, sembrano profezie. Lo scrittore inglese aveva trattato in modo piuttosto superficiale il tema della conferenza che lo rese poi famoso - le due culture, appunto, sull'incomunicabilità tra il mondo degli "scienziati" e quello dei "letterati" - ma queste sue riflessioni sulla divisione internazionale delle conoscenze e del lavoro sono interessanti.

Snow - Discutere e pensare

Charles P. Snow: "Le due culture", rispampato da Marsilio, 2005, p. 66:

"Molte critiche meritano il mio rispetto. Ad esse non ho replicato punto per punto, giacché ho seguito una regola che mi sono sempre imposta anche in altre controversie.
Mi sembra che impegnarsi immediatamente in un dibattito su ogni punto particolare finisca col precludere per sempre ogni apertura mentale. Il fatto di discutere dà, alla maggior parte di noi, una soddisfazione psicologica molto maggiore di quella dataci dal pensare: ma ci toglie ogni possibilità di avvicinarci alla verità. Sembra meglio tenersi in disparte e lasciare riposare ciò che si è detto - non ho la pretesa di affermare che ciò sia del tutto facile - e in seguito, dopo un intervallo piuttosto lungo, avvantaggiato da ciò che ho ascoltato e dalle nuove conoscenze acquisite, vedere quali modifiche dovrei apportare [...]."