Rappresentare le funzionalità di un sistema in un modo comprensibile sia agli stakeholders che agli sviluppatori. E inoltre utile per indicare le priorità.
La tecnica delle "story maps" è semplice. Jeff Patton la descrive in questo intervento.
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giovedì 9 ottobre 2008
giovedì 2 ottobre 2008
Moscow e priorità
Il primo corso a cui partecipai sull'analisi dei sistemi - tanti anni fa - insegnava ad usare per i requisiti una classificazione MoSCoW.
MoSCoW è un acronimo che sta per:
* Must have - si deve avere
* Should have - si dovrebbe avere
* Could have - si potrebbe avere
* Won't have - non si deve avere
Non ho mai usato la classificazione MoSCoW, anche se suggestiva. E non l'ho mai insegnata nei miei corsi. Ho sempre usato la tecnica di classificare i requisiti in termini di priorità, che ritenevo più efficace.
In realtà, comunque, non mi sono mai messo a ragionare a fondo sulla classificazione MoSCoW. L'ha fatto invece James Shore, in un intervento che condivido.
MoSCoW è un acronimo che sta per:
* Must have - si deve avere
* Should have - si dovrebbe avere
* Could have - si potrebbe avere
* Won't have - non si deve avere
Non ho mai usato la classificazione MoSCoW, anche se suggestiva. E non l'ho mai insegnata nei miei corsi. Ho sempre usato la tecnica di classificare i requisiti in termini di priorità, che ritenevo più efficace.
In realtà, comunque, non mi sono mai messo a ragionare a fondo sulla classificazione MoSCoW. L'ha fatto invece James Shore, in un intervento che condivido.
Precisare i requisiti
Un intervento di Tom Gilb su Requirements Network:
"Requirements Relationships: A Theory, some Principles, and a Practical
Approach"
Tom Gilb è uno dei padri dell'approccio iterativo e
incrementale, con il metodo Evo (1988).
Per quanto riguarda la gestione dei requisiti, il suo contributo
fondamentale è stato l'introduzione di Planguage, un linguaggio per
precisare i requisiti.
Requirements Network è un sito che pubblica settimanalmente articoli
sulla gestione requisiti.
Bisogna registrarsi con user e password per accedere, scaricare
articoli, commentare, intervenire.
"Requirements Relationships: A Theory, some Principles, and a Practical
Approach"
Tom Gilb è uno dei padri dell'approccio iterativo e
incrementale, con il metodo Evo (1988).
Per quanto riguarda la gestione dei requisiti, il suo contributo
fondamentale è stato l'introduzione di Planguage, un linguaggio per
precisare i requisiti.
Requirements Network è un sito che pubblica settimanalmente articoli
sulla gestione requisiti.
Bisogna registrarsi con user e password per accedere, scaricare
articoli, commentare, intervenire.
I requisiti si scoprono meglio dopo
Esprimere requisiti per un sistema che esiste già è molto più facile che esprimerli per uno che non esiste ancora.
Vedi il sistema, lo usi, capisci quello che non funziona, quello che manca, quello che si potrebbe, vorrebbe, dovrebbe migliorare. Immediato.
Molto più facile che rispondere a domande su come si vorrà qualcosa che non esiste ancora, o sulla correttezza di un modello, o di una specifica.
Su questo assunto (di semplice buon senso) concordano tutti gli esperti di sviluppo software.
Naturalmente, bisogna vedere come trarne le conseguenze quando si cala l'assunto in un contesto di sviluppo professionale, con relazioni cliente-fornitore, contratti, ecc.
Su questo, un intervento interessante di Martin Fowler.
Vedi il sistema, lo usi, capisci quello che non funziona, quello che manca, quello che si potrebbe, vorrebbe, dovrebbe migliorare. Immediato.
Molto più facile che rispondere a domande su come si vorrà qualcosa che non esiste ancora, o sulla correttezza di un modello, o di una specifica.
Su questo assunto (di semplice buon senso) concordano tutti gli esperti di sviluppo software.
Naturalmente, bisogna vedere come trarne le conseguenze quando si cala l'assunto in un contesto di sviluppo professionale, con relazioni cliente-fornitore, contratti, ecc.
Su questo, un intervento interessante di Martin Fowler.
TED: idee che vale la pena diffondere
TED (Technology Entertainment Design). Ideas worth spreading.
Una collezione di video di durata contenuta (in genere non più di 20 minuti), con relatori e contenuti eccellenti. Non solo IT, purtroppo senza sottotitoli.
Tra quelli che ho visto:
Jill Bolte Taylor: My stroke of insight
Ken Robinson: Do schools kill creativity?
Benjamin Zander: Classical music with shining eyes
Una collezione di video di durata contenuta (in genere non più di 20 minuti), con relatori e contenuti eccellenti. Non solo IT, purtroppo senza sottotitoli.
Tra quelli che ho visto:
Jill Bolte Taylor: My stroke of insight
Ken Robinson: Do schools kill creativity?
Benjamin Zander: Classical music with shining eyes
martedì 16 settembre 2008
Il web per i cellulari
La prossima estinzione del WAP, secondo quanto pubblicato da Software Development Times. I cellulari sono ormai diventati dei normali client.
Italia ancora meno competitiva nell'IT
La conferma di un trend, secondo una ricerca pubblicata dalla Economist Intelligence Unit e ripresa dal sito di Computerworld Italia
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